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Realizzare un piano editoriale per i social media, che sia efficace  e in linea con la STRATEGIA di marketing prevista, è uno degli aspetti fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi di comunicazione prefissati.

Il piano editoriale per i social media è uno strumento di marketing fondamentale per gestire ed organizzare la pubblicazione dei contenuti sui canali di comunicazione previsti.

Viceversa, gestire le piattaforme di comunicazione quotidianamente, senza prevedere un piano editoriale programmato, corrisponde a NON AVERE una strategia di marketing efficace.

Come creare un piano editoriale per i social media?

Per creare un buon piano editoriale per i social media, in termini di strumenti, è molto molto semplice. Basta un classico foglio Excel ben organizzato che contenga specifiche colonne utili ad organizzare i contenuti scelti. Le informazioni di minima che deve contenere un piano editoriale per i social media, sono sostanzialmente tre:

  1. Nelle colonne di intestazione i giorni che compongono il calendario mensile
  2. Nelle righe di intestazione i canali di comunicazione scelti
  3. Nell’incrocio tra righe e colonne si andrà ad indicare il tema, la keyword o l’argomento da pubblicare in quello specifico giorno.

Una volta completato e programmato il contenuto, è sufficiente evidenziare la casella ed il gioco è fatto! Questo è il metodo più semplice in assoluto per creare un piano editoriale per i social media efficiente e  funzionale.

Quali sono però i 3 ingredienti fondamentali per realizzare un piano editoriale per i social media efficace? Un’altro aspetto fondamentale, è prevedere contenuti al fine di  sostenere il ritmo di marcia previsto e stabilire una corretta strategia che preveda:

  1. A che pubblico rivolgersi 
  2. In quale fase della consapevolezza si trova quel pubblico
  3. Che cosa voglio ottenere dal contenuto che sto programmando

Una volta chiariti i punti sopra descritti, si decide quale tipologia di contenuti può raggiungere gli obiettivi prefissati.

Perché anche il piano editoriale per i social media deve basarsi su obiettivi “SMART”?

Quando parliamo di obiettivi, per facilitarci il compito, ci viene in aiuto un famoso acronimo meglio conosciuto con la sigla “SMART, che sta ad indicare le seguenti caratteristiche…

Un OBIETTIVO corretto dev’essere:

  • S – Specifico
  • M – Misurabile
  • A – Achievable (in inglese, raggiungibile) 
  • R – Rilevante e coerente con lo scopo aziendale
  • T – Tempo… deve avere una scadenza ben definita 

Una volta stabiliti gli obiettivi, i pubblici e le diverse fasi della consapevolezza in cui andremo a comunicare…

C’è ancora un aspetto sulla quale dobbiamo prestare molta attenzione

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Il tono di voce 

Il tono di voce coerente con il nostro brand è un altro aspetto fondamentale per relazionarci in modo efficace con la nostra audience (i nostri spettatori).

Editare il piano editoriale per i social media in funzione dei canali scelti, è fondamentale…

I contenuti che riempiranno il nostro piano editoriale per i social media, così come il tono di voce scelto, devono avere una coerenza ed una linea ben definita ma allo stesso tempo devono adattarsi ai canali di comunicazione previsti.

Ad esempio, laddove Facebook ha il grande vantaggio di poter sfruttare maggiormente la forza del Copy, Instagram viene meno a questa condizione privilegiando creatività grafiche ed hashtag.

Per estremizzare il concetto e renderlo chiaro, un muro di hashtag alla fine di un testo su Facebook, è uno degli errori da evitare!

Diversamente, quello che può essere ideale per LinkedIn può essere adatto anche su Facebook a patto che si scelgano creatività differenti.

Mi spiego meglio…

Lo stesso contenuto/concetto testuale utilizzato su LinkedIn, dovrà prevedere un taglio maggiormente professionale in quanto, il pubblico presente su questa piattaforma, è differente rispetto a quello presente su Facebook.

Come rendere ancor più efficiente un piano editoriale per i social media?

Un piano editoriale per i social media che faccia risparmiare tempo, senza comprometterne la qualità, si può realizzare prevedendo contenuti adattabili a più piattaforme… A patto che, come spiegato precedentemente, si ponga attenzione al target di riferimento del canale, e alle specifiche creatività al il fine di ottimizzare un unico concetto di fondo su differenti piattaforme.

Quali sono i principali errori da evitare quando si crea un piano editoriale per i social media?

Un errore frequente che mi capita di vedere molto spesso, è quello del collegamento tra profilo Instagram e profilo Facebook, pubblicando automaticamente gli stessi contenuti dell’uno sull’altro.

Attenzione, collegare insieme le due piattaforme ha senso, ma pubblicare “copia e incolla” i contenuti assolutamente no! Il 90% delle volte in cui si sceglie questo tipo di strategia, ci si auto penalizza compromettendo il risultato finale.

Scegliere i canali per il piano editoriale social media

Un altro errore comune che si fa molto spesso, è quello di scegliere più canali di comunicazione rispetto a quelli che si potrebbero realmente gestire.

A questo proposito mi allaccio ad un esempio a cui assisto di frequente, soprattutto quando mi ritrovo a confrontarmi con imprenditori che partono da ZERO e stanno iniziando ad approcciarsi al marketing.

Succede che, quando spiego l’importanza di scegliere una nicchia ed un target ben definito, dall’altra parte la risposta è: “Però… se mi rivolgo a tutti posso aumentare i clienti… e se ho più clienti posso aumentare le vendite…”

Bene! Succede esattamente lo stesso quando si scelgono più canali di comunicazioni, gestendoli in modo mediocre o scarso con il risultato di ottenere risultati INSUFFICIENTI.

Parlare a tutti equivale a parlare a nessuno… inoltre se utilizziamo una comunicazione vuota e senza valore causata da scelte più grandi di noi, ecco che il tutto diventa un lavoro inutile! Non dimentichiamoci che investire tempo equivale ad investire soldi, quindi cerchiamo di trasformare il tempo investito on PROFITTO!

Quando si parte da zero, quali scelte intraprendere per creare un piano editoriale per i social media?

Soprattutto quando si è all’inizio, e si sceglie di voler costruire un buon piano editoriale per i social media, la regola è: pochi canali ben gestiti. Proprio per questo, quando si studia la strategia, è utile comprendere bene dove il proprio pubblico di riferimento sia presente, partendo da due canali principali.

Ad esempio se il nostro pubblico sono gli adolescenti, potremmo pensare di essere presenti su Instagram e TikTok, diversamente se il nostro pubblico è maturo e più adulto, quasi sicuramente Facebook sarà la nostra prima scelta, e se il nostro target ha un taglio imprenditoriale, potremmo pensare a LinkedIn.

Se il nostro business si basa su video tutorial, potremmo pensare a YouTube.

Quando si è all’inizio, partire con due canali incrociando i contenuti, può essere un’ottima scelta per distribuire la propria presenza in modo gestibile, curato e corretto. Quando si parte da zero bisogna lavorare inizialmente sulla fase che in gergo si chiama “brand awareness”, ovvero la fase in cui ci affacciamo al mondo online.

In questa fase il primo obiettivo è generare notorietà del nostro marchio per raccogliere le prime interazioni da parte del pubblico. Comprendere i primi comportamenti, testare i trigger, i pubblici e le diverse angolazioni sulla quale, il nostro prodotto/servizio, può trovare maggiore appeal.

In questa fase il pubblico deve sapere che esistiamo e, pian piano, deve riconoscerci ed associarci ad una “soluzione” ben precisa, dev’essere chiaro che cosa facciamo e per chi lo facciamo. In questa fase la comunicazione dovrà offrire contenuti informativi inerenti al nostro marchio/business per renderci maggiormente familiari.

Una volta che il marchio è noto e si presidiano in modo coerente e costante i propri canali di comunicazione, l’obiettivo successivo da perseguire è  la generazione di potenziali acquirenti, ovvero uno degli unici due obiettivi REALI di una strategia di marketing efficace =  generare CONTATTI e generare CLIENTI.

Tornando alle fasi di consapevolezza trattate precedentemente, in questo caso vediamo invece…

La fase di Lead Generation 

In questo caso i contenuti distribuiti andranno a colpire l’interesse del pubblico per generare CONTATTI. Ad esempio, Facebook permette di perseguire quest’obiettivo attuando una campagna di distribuzione volta alla “generazione di contatti”.

Permette di creare un “Form” a doc, dove l’utente interessato può rilasciare i dati richiesti trasformandolo ufficialmente in LEAD (contatto) .

Facebook è riconosciuto come strumento di marketing “Full Funnel” ovvero un canale che permette di trasformare una persona perfettamente inconsapevole in cliente pagante, attraversando tutte le fasi di awareness, lead generation e purchase.

Tutto questo è possibile farlo senza mai uscire dalla piattaforma di Facebook, proprio per questo diventa uno strumento molto interessante per neofiti e/o per chi non ha tempo/budget a disposizione. Inoltre è utile per chi non vuole o non sa come collegare ulteriori strumenti che richiederebbero necessariamente conoscenze ed approfondimenti ulteriori.

Per generare contatti entrano in gioco i così detti “Lead Magnet” ovvero le esche come ad esempio: quiz, sondaggi, pdf, video o qualsiasi altra tecnica di  marketing in grado di attuare il processo meglio conosciuto in gergo con il temine di “lead generation”.

Lasciare i dati in cambio di “qualcosa” che abbia un valore percepito.

Qualcosa che può aiutare in qualche modo a comprendere meglio la soluzione più adatta, piuttosto che ricevere uno strumento volto a risolvere un’esigenza, un problema, un desiderio, un bisogno o una necessità. Quindi qualcosa che porta l’utente interessato, da un punto A ad un punto B dando una soluzione, un consiglio o un vantaggio in riferimento alla soluzione ricercata.

Piano editoriale per social media e “Call to action”

Mentre nella fase di “Awareness” si tende generalmente ad informare senza richiedere specifiche azioni da parte dell’audience, nella fase di Lead Generation il visitatore ha già mostrato interesse e ha già interagito con noi, per questo presumibilmente è più propenso ad approfondire quanto abbiamo da dire.

Le azioni richieste in gergo vengono dette “CTA = Call to action”.

La CTA viene meglio identificata con le funzioni che Facebook mette a disposizione in riferimento alle inserzioni come ad esempio: Scopri di più, iscriviti, scarica ora, acquista ora, prenota subito, ecc…

La CTA è un ulteriore elemento da prevedere tra gli obiettivi del piano editoriale per social media. Per esempio se il nostro piano editoriale si pone come obiettivo, l’aumento delle interazioni con il nostro pubblico (detto “engagement rate”) si dovrà prevedere una scelta di contenuti volti a coinvolgere il pubblico al fine di farlo interagire maggiormente. Arrivati a questo punto, definitivi gli obiettivi e la frequenza di pubblicazione, bisogna passare al che cosa pubblicare e quando pubblicarlo.

Da dove partire se si deve creare da zero un piano editoriale social media?

Per generare un calendario editoriale si può partire dalle festività nazionali, facendo però molta attenzione a scegliere solo quelle pertinenti al nostro business. Valutare quindi se e come possiamo creare un contenuto sensato ed in linea con la festività stessa.

D’ogni modo è ammesso fare gli svariati auguri per le festività al nostro pubblico, quindi se non vi sono connessioni specifiche con il nostro business, anche un semplice augurio con una creatività curata e dedicata al nostro marchio, è una buona idea. Oltre a questo, esistono altre giornate nazionali, internazionali o mondiali che possiamo cavalcare ammesso e concesso che siano pertinenti con il nostro business. 

Ad esempio se fossimo un’azienda agricola produttrice di arance rosse di Sicilia, sarebbe inopportuno creare un post dedicato per la “giornata mondiale della scarpa”. Personalmente dubito che si possa trovare una connessione coerente tra queste due tipologie di realtà.

Quindi sempre attenzione alle scelte! Un’altra modalità per postare i propri contenuti, è il “Real Time Marketing” ovvero il marketing in tempo reale.

Quest’ultimo non fa parte del piano editoriale social media che abbiamo affrontato fin qui ma esistono momenti in cui può essere utile sfruttarlo come integrazione al piano stesso. Un altro modo intelligente per completare il proprio piano editoriale social media, è scegliere delle rubriche utili al proprio business e trasformarle in “appuntamento fisso”.

Ad esempio se fossi una pasticceria, potrei scegliere un giorno fisso del mese per creare la rubrica #biscomese

Potrei pensare di dedicare il primo lunedì del mese, alla creazione del biscotto “fai da te”. In diretta live’ creerò step by step un biscotto che la mia audience potrà replicare in diretta. Per quanto riguarda le tempistiche sulla quale lavorare nell’organizzazione del piano editoriale social media, personalmente consiglio un calendario che preveda treta giorni di anticipo, ovvero lavorare un mese per l’altro in modo da non saltare qualche pubblicazione a causa degli imprevisti.

Sottolineo nuovamente, perché lo ritengo fondamentale, inutile riempire il piano editoriale social media con contenuti creati giusto per pubblicare più volte al giorno o alla settimana…

Meglio avere meno contenuti che prediligano la qualità senza scendere a compromessi.

Perché “Content is King” ovvero il Contenuto è il RE della nostra comunicazione

Quindi prima di creare qualcosa,  è bene soffermarsi a pensare se ciò che abbiamo scelto di creare, potrebbe davvero dare valore al nostro pubblico in riferimento all’obiettivo prefisso. Buona creazione del piano editoriale social media…

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%%title%% %%page%% %%sep%% ultima modifica: 2021-01-07T16:48:29+01:00 Realizzare un piano editoriale per i social media efficace e in linea con la STRATEGIA di marketing è uno degli aspetti fondamentali.. da Davide Cella
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Davide Cella

Marketing Specialist presso Funnel Company “Il posizionamento è il lievito madre del marketing efficace” ID: Differenziazione_Unicità PD: Valore